Una sorta di scontro, che forse di bellico, in realtà, non ha niente. È quello tra Benedetto XVI e l’attuale Papa Francesco.

boostgrammer

Ratzinger e BergoglioUn faccia a faccia sceneggiato da Anthony McCarten (già autore de La teoria del tutto) e diretto da Fernando Meirelles (regista anche di City of God e The Constant Gardner), nel nuovo film che uscirà nel 2018.

I dettagli

Si chiamerà The Pope, e racconterà della fine del pontificato di Ratzinger (interpretato dal premio Oscar Antony Hopkins) e dell’elezione a papa dell’allora cardinale Bergoglio (nei panni dell’argentino, Jonathan Pryce, noto per il suo ruolo in Game of Thrones). Ratzinger Bergoglio film cinema

Le riprese dovrebbero iniziare a novembre in Argentina. Il lungometraggio parlerà delle diverse visioni del mondo e delle origini personali dei due papi.

Due profili a confronto, come mai prima d’ora.

Retroscena da… Vaticano

Secondo il diario anonimo di qualche porporato, pare che il “duello” tra i due papi risalga già al conclave del 2005.

A contendersi, infatti, la successione di Giovanni Paolo II furono proprio Ratzinger e Bergoglio.

Ratzinger e BergoglioSignificativa, pertanto, la testimonianza del vaticanista Lucio Brunelli: “Alle 11 si procedette alla seconda votazione del mattino prevista dal regolamento. Le speranze della minoranza sembravano sul punto di diventare realtà. Ratzinger cresceva ancora, da 65 a 72. Gli mancavano appena 5 voti per diventare il 264° successore dell’apostolo Pietro. Ma anche Bergoglio cresceva, da 35 a 40. Superò di poco, ma la superò, la soglia che poteva rendere matematicamente impossibile l’elezione di Ratzinger. Se i sostenitori dell’arcivescovo di Buenos Aires avessero deciso, compatti, di resistere ad oltranza, alzando le barricate a quota 40, il cardinale tedesco avrebbe raggiunto al massimo 75 voti. E avrebbe visto così sfumare l’elezione per appena due voti”. Ratzinger Bergoglio film cinema

Per non parlare del conclave del 2013. Elisabetta Piqué, giornalista de La Nacion e autrice del libro “Francisco, vida y revolucion”, racconta: “Durante il pomeriggio del 13 marzo, si sarebbe verificato un intoppo nel quinto scrutinio. Nella conta dei voti, infatti, sarebbe risultato un biglietto in più dei 115 previsti”.

Insomma, Bergoglio ebbe non poche difficoltà ad essere eletto. Il vaticanista argentino Andrés Beltramo Álvarez, infatti, spiega: “L’alternativa al cardinale argentino, secondo la maggior parte delle ricostruzioni, era Angelo Scola, ma l’allora arcivescovo di Milano pare non sia mai arrivato sopra la soglia dei quaranta voti”.  Ecco perché la candidatura di Bergoglio crebbe, drasticamente… e a sorpresa.

Questi e molti altri dettagli in The Pope, che apre come uno squarcio tra le mura del Vaticano, svelando segreti e minuzie forse inattese.

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