The Shape of Water

La forma dell acqua recensione

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La forma dell’acqua (The Shape of Water). Un film scritto e diretto da Guillermo del Toro. Un film in pieno stile del regista, che unisce l’elemento storeografico (è ambientato durante la guerra fredda) ed elementi fantasy. Candidato a 13 premi Oscar, ne ha vinti 4. Due dei quali Miglior film e Miglior regia.

La forma dell’acqua recensione :

Se vi parlassi di questo, che cosa vi direi? Vi metterei solo in guardia su una storia di amore e perdita. E sul mostro che voleva distruggere ogni cosa.

La forma dell'acqua recensioneC’era una volta una principessa silenziosa. Ella, non si sapeva da dove venisse ma soprattutto non aveva la possibilità di esprimere i propri pensieri in parole. In un mondo dove la diversità è il peccato più grande che possa esistere, la principessa era considerata una reietta, una stramba. Ma un giorno arrivò un principe. Era diverso, ma allo stesso tempo era la cosa più simile a lei che avesse mai incontrato. Ma come in ogni favola che si rispetti non tutto può andare liscio. C’era un mostro. Un essere viscido e schifoso. E poi c’era la guerra, quella silenziosa e subdola. Ma la cosa più importante da ricordare è che, è tutto vero. La forma dell acqua recensione

L’idea alla base del film:

Questa è la premessa del film vincitore di quattro premi Oscar. La stupenda favola di Guillermo del Toro è molto di più però. Un perfetto connubio tra Il mostro della laguna nera, il B-movie  che è ormai diventato un cult e l’inno d’amore alla diversità per eccellenza, La Bella e la Bestia. Ma non è certo il citazionismo a rendere un film un ottimo lavoro. E’ il tocco del regista, l’attenzione nei dettagli ma soprattutto la capacità del film di catturarti nel magico mondo di Guillermo del Toro.

La forma dell acqua recensioneMentre si guarda il regista messicano salire sul palco a recuperare la propria statuetta, guardare con occhi lucidi la platea e parlare di come i sogni si possano realizzare se noi in primis riusciamo a credere abbastanza in loro, riusciamo a capire come un uomo di 54 anni abbia potuto suscitare tali sensazioni di meraviglia quasi infantile di fronte a una delle più belle storie d’amore che ci sono state presentate negli ultimi anni.

Un inno alla diversità? La forma dell acqua recensione

Come si è premurato di ricordare il regista mentre ritirava il premio Oscar, lui è messicano. Un immigrato. Un outsider quindi. Ed è questo il secondo sbocco narrativo della bella favola. La diversità, la paura di ciò che non ci somiglia. Il regista ha utilizzato il periodo della guerra fredda per rappresentare una condizione che perdura ancora oggi. Ogni giorno vediamo gente che si accanisce contro quello che percepisce diverso da lui. La ragione non importa. Nel film è la “religione”, o l’uso che se ne fa ma la ragione è una sola. La paura. La forma dell acqua recensione

L’uomo è un animale e in quanto tale reagisce alla novità in modo schivo e diffidente. La paura può essere superata ma quando è impossibile sfocia in aggressività violenta ed esplosiva.

Una critica al mondo moderno:

Una metafora quindi dei nostri giorni. Una critica tanto velata, quanto precisa nei confronti della società odierna. Ma non una critica disillusa. La speranza non svanisce mai nel mondo di Guillermo del Toro. C’è sempre una via d’uscita. Come nel suo Labirinto del Fauno infatti il finale è amaro ma dolce allo stesso tempo. E’ la malinconia del tempo perduto la cosa più forte che si avverte alla fine del film. L’impressione che ci sia sfuggito qualcosa ma al contempo un torpore soddisfatto. La sensazione che tutto sia andato finalmente al posto giusto.

La forma dell acqua recensioneIncapace di percepire la forma di Te, ti trovo tutto intorno a me. La tua presenza mi riempie gli occhi del tuo amore, umilia il mio cuore, perché tu sei ovunque.

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