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Effetti speciali, Andrea Ricca: «Nei miei corti realtà e fantasia parlano. Cosa dicono? Scopritelo»

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Salernitano estroso, e metà tra il web e il cinema. Andrea Ricca crea mondi, personaggi, realtà, mettendo in gioco tutte le proprie potenzialità. Effetti speciali Andrea Ricca

Per passione mescola la grafica con la regia e la scrittura di testi al fine di realizzare cortometraggi all’altezza di veri e propri film d’autore.

Più di venti milioni di visualizzazioni online, come riconoscimento di un lavoro straordinario.

Agli effetti speciali coniuga poi messaggi simbolici facilmente decifrabili: la lotta tra il bene e il male, il concreto e il fantastico, la realtà e il sogno.

Ufo Race, The Furfangs, The Furfangs 2, Spider Danger, The Spooky Ghost e Aliens Night, solo per fare alcuni esempi.

Andrea Ricca, classe ’74, è passato dalle tematiche sociali all’iperuranio fantascientifico. Ha scritto anche un saggio, Effetti speciali low budget, pubblicato nel 2012.

E adesso sta lavorando ad altri allettanti progetti. Cinemondium.com l’ha intervistato. Ecco cosa ha raccontato ai nostri microfoni: Effetti speciali Andrea Ricca

Hai studiato per diventare grafico, ma ben presto ti sei ritrovato a girare cortometraggi. Com’è nata la passione per il cinema?

Sono diplomato al Liceo Artistico di Salerno, e quindi ho una preparazione sui temi dell’arte e della comunicazione in generale. Fin da piccolo disegnavo fumetti per raccontare storie attraverso le immagini. A tredici anni ho incominciato a comprare riviste di cinema e ho scoperto che si potevano fare dei piccoli film chiamati cortometraggi. Da allora ho incominciato a produrre dei video con pochi mezzi. Un giorno ho trovato in edicola una rivista dedicata alla grafica tridimensionale ed è stato una specie di colpo di fulmine. Ho imparato da autodidatta alcuni software e ho iniziato a creare corti di genere che vedono attori ripresi dal vero interagire con creature generate al computer, un po’ come dei piccoli blockbusters americani. Per fortuna sia la critica internazionale che il pubblico, che ora supera le 23 milioni di visualizzazioni, hanno gradito l’azzardo.

Cosa ha ispirato i tuoi cortometraggi?

Le mie fonti di ispirazione sono i film di avventura degli anni ’80 con registi come Spielberg, Zemeckis, Lucas, Joe Dante ecc. Mi piace anche la fantascienza anni ’50 e tutta la produzione Disney.

Capitolo effetti speciali: quanto incidono sul successo di un prodotto cinematografico o televisivo?

Nel mio caso hanno contribuito a distinguere i miei prodotti dagli altri, in quanto occorre avere una preparazione specifica per realizzarli. Naturalmente hanno la funzione di accendere la curiosità del pubblico, ma poi la narrazione deve essere interessante, spigliata, veloce e divertente, anche per farsi perdonare la qualità low budget dei prodotti. La chiave è far trasparire la passione per il cinema, da parte dell’autore.

Sceneggiatore, regista, protagonista e autore di effetti speciali: sei un tuttofare. Ma in cosa ti rispecchi meglio?

Le parti che mi piacciono di più sono la regia, il montaggio e la creazione iniziale. Per il resto mi piacerebbe collaborare con professionisti del settore così da aumentare la qualità di tutti i reparti e creare un prodotto di maggiore qualità generale.

Del caso Weinstein, e di tutte le accuse per molestie sessuali piovute addosso a registi e attori di un certo calibro, cosa ne pensi?

In merito al caso Weinstein penso che non solo la minaccia di rappresaglie lavorative, ma la stessa proposta di favori in cambio di sesso, sia riconducibile all’induzione alla prostituzione e quindi condannabile moralmente e legalmente. La denuncia di un consolidato malcostume doveva accadere prima o poi per sensibilizzare il pubblico. Ed infine occorrerebbe una rete di supporto per le donne che hanno subito questo genere di situazioni in modo da non dover portare per anni un pesante segreto, ma poterlo condividere e ritrovare la serenità. La presenza di persone che tendano a sfruttare questa situazione calunniando in cerca di notorietà è solo una conseguenza secondaria.

Adesso stai lavorando a Space Monster. Di cosa si tratta?

“Space Monster” è uno dei corti più recenti in cui la storia di una creatura aliena che perseguita una giovane poliziotta si ribalta ben presto, dal punto di vista tecnico, in un’ attrice immersa in un mondo tridimensionale, al contrario dei corti precedenti.

Hai altri progetti per il futuro?

Per il futuro vorrei coinvolgere più persone nella produzione così da creare prodotti ancora più accattivanti e soddisfacenti per il pubblico, sempre rimanendo nel cinema di genere.

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