Troy è un film colossal epico del 2004 diretto da Wolfgang Petersen, liberamente basato sul poema Iliade di Omero.

Narra il rapimento di Elena, la guerra di Troia e soprattutto il mito di Achille.

Trama

Circa nel 1200 a.C., Agamennone è re di tutte le città-stato della Grecia. Solo la potente città di Troia, conosciuta per le sue potenti mura difensive erette dagli dei, è rimasta inviolata.

Il film incomincia con una lotta fra l’esercito di Micene guidato da Agamennone e l’esercito della Tessaglia guidato da Triopa, schierati l’uno contro l’altro in una piana.

TroyPer risparmiare la vita dei propri uomini, i due re mettono in campo rispettivamente i loro migliori guerrieri.

Contro l’enorme campione della Tessaglia, Boagrius, Agamennone schiera Achille, sovrano di Ftia e capo dei mirmìdoni, che vince con grande facilità.

TroyIntanto una delegazione di Troiani, guidata dai due figli del re PriamoEttore Paride, si trova a Sparta per stipulare una ferrea promessa di pace tra le due superpotenze con il re Menelao, fratello di Agamennone.

TroyDurante la loro permanenza, nasce l’appassionata relazione tra il giovane principe Paride ed Elena, moglie di Menelao.

TroyNel corso del viaggio di ritorno, Paride rivela al fratello di aver portato con sé Elena, incontrando la sua ira e disapprovazione: Agamennone e Menelao infatti utilizzeranno la scomparsa di Elena come pretesto per muovere guerra a Troia.

Come previsto, Agamennone comincia a radunare l’esercito contro Troia, ma Achille si rifiuta di scendere in guerra. Il re manda così Ulisse, re di Itaca, a reclutare Achille a Ftia.

Questi è riluttante a sottomettersi al comando di Agamennone, stante i loro cattivi rapporti, e Ulisse prova a irretire il cugino di Achille, Patroclo, narrandogli delle meraviglie e delle ricchezze della guerra, sapendo che Achille non lo avrebbe mai lasciato andare da solo.

Ancora indeciso, Achille viene avvertito dalla madre, la dea Teti: lui può scegliere se vivere a lungo restando in patria, ma venendo presto dimenticato dopo la morte, o se andare a cercare la gloria a Troia e morirvi dopo averla trovata.

Stimolato dalla possibilità di avere gloria eterna, Achille sceglie la seconda opzione e si imbarca alla volta di Troia, assieme a una flotta di oltre mille navi greche.

Senza attendere il resto della flotta, Achille e i suoi mirmidoni sbarcano sulla spiaggia di Troia e dopo una dura lotta hanno la meglio sui nemici, raggiungendo il tempio di Apollo, dove uccidono tutti i sacerdoti.

Al tempio di Apollo, Achille ha fatto schiava Briseide, nota sacerdotessa, e cugina dei principi Ettore e Paride.

TroyCostei si ribella ad Achille che però si comporta in maniera molto gentile nei suoi riguardi in quanto è fortemente attratto dal coraggio e dal carattere ribelle della giovane donna. I due si innamorano veramente.

Venutone a conoscenza, Agamennone reclama Briseide per sé ed è solo grazie all’intervento della stessa schiava che Achille non uccide il re: furioso, il guerriero si rifiuta di combattere finché lei non gli verrà restituita, ma Agamennone non cede.

Il giorno dopo i greci si preparano ad attaccare le mura di Troia, convinti di poter sfondare le difese nemiche, ma Paride fa una proposta agli avversari: invece di lanciarsi in una battaglia sanguinosa, che costerebbe centinaia di vite, il possesso di Elena verrà deciso da un duello all’ultimo sangue tra lui e Menelao.

Agamennone non è contento di questa soluzione perché per lui significa tornare a casa a mani vuote, ma il fratello, sottovoce, lo convince a lasciare che la contesa abbia luogo per poi attaccare Troia una volta che lui si sia vendicato di Paride.

Lo scontro è impari: il colossale Menelao, ingiuriando Elena che osserva il duello dalle mura, sconfigge Paride e tenta di ucciderlo. Ettore difende il fratello e, dopo aver rifiutato di abbandonarlo tra le grinfie del crudele nemico, lo salva trafiggendo con la spada il fegato di Menelao, uccidendolo e rompendo così il patto.

A quel punto Agamennone ordina l’attacco e comincia una sanguinosa battaglia, che diventa così una disfatta per gli assalitori.

Frattanto Achille viene a sapere che Agamennone ha consegnato Briseide ai soldati della truppa, perché si riprendano dalla giornata fallimentare.

Achille arriva proprio mentre uno di loro sta per marchiarla con un tizzone rovente: glielo strappa di mano e glielo conficca nel collo, colpendo con il manico l’altro complice.

Poi conduce la giovane sacerdotessa troiana all’interno della sua tenda. Tra Achille e Briseide nasce un profondo discorso che mette a nudo tante verità dell’eroe greco, svelando che lui non ha scelto di fare il guerriero, ma è la sua natura a fargli fare tutto ciò.

I troiani nel frattempo decidono di contrattaccare i greci per cacciarli via anche dalla spiaggia, affinché se ne liberino una volta per tutte.

Durante la battaglia, lo spirito dei greci viene rinfrancato dalla vista di Achille, finalmente ritornato a combattere con indosso la sua armatura.

Ettore uccide alcuni achei; Achille fa scempio di molti soldati del principe troiano fino a che Ettore, dopo un rapido duello, lo sgozza.

Achille cade a terra, e mentre tutti restano stupiti della facilità con cui il Piè Veloce è morto, Ettore procede col toglierli l’elmo, ma scopre con stupore che non si tratta di Achille.

Infatti era Patroclo, il cugino dell’eroe acheo, che fino a quel momento aveva avuto il diniego del parente di prendere le armi. Ma dato che le sorti dei greci erano tragiche, Patroclo aveva deciso di disobbedire al cugino indossando le sue armi per infondere coraggio tra i Mirmidoni. Lo scontro viene sospeso.

La sera, Ettore dà un ultimo abbraccio al figlio neonato Astianatte e alla moglie Andromaca, alla quale indica una via di fuga sicura, in caso Troia cadesse, consapevole di essere presto vittima della vendetta di Achille.

Quest’ultimo, furibondo, arriva sotto le mura di Troia, urlando a Ettore di venire fuori a combattere.

Ne segue uno scontro tremendo in cui entrambi i guerrieri danno sfoggio della loro grandissima abilità di combattenti, ma Achille, come risaputo, è invincibile e pare impossibile anche solo da ferire.

Infatti dopo diversi colpi Ettore è ormai sfinito mentre Achille non mostra nessun cenno di stanchezza e continua a colpire, finché poco dopo l’eroe troiano viene ferito a morte alla scapola e cade a terra in ginocchio.

Achille, ancora fuori di sé per il dolore della perdita del cugino, lo finisce colpendolo al cuore con la spada, lo lega per i piedi dietro al suo carro e lo trascina nella polvere al piccolo trotto sotto gli occhi addolorati del padre Priamo, della madre Ecuba, di Andromaca, di Paride e di tutto il suo popolo.

Achille ormai è comunque cosciente di ciò che lo aspetta, ma non dimostra grande tristezza in quanto solo la morte gli darà finalmente la pace.

Intanto, mentre vede un soldato che intaglia un piccolo cavallo di legno destinato al proprio figlio, Ulisse ha un’idea. Dopo 12 giorni la spiaggia antistante Troia è deserta, tranne che per alcuni greci apparentemente morti di peste e per un enorme cavallo di legno.

I troiani, nonostante le obiezioni di Paride, lo portano dentro le mura, ignari che si tratta di una trappola in quanto nel cavallo sono nascosti alcuni soldati greci; la flotta, invece, non è andata via ma si è nascosta in un’insenatura. Un cavaliere troiano la vede e, capito l’inganno, vorrebbe dare l’allarme ma viene colpito a morte da tre frecce.

TroyDurante la notte, i greci escono dal cavallo, uccidono le sentinelle e aprono il portone ai soldati sbarcati nel frattempo: Troia viene data alle fiamme. Achille ha una sola missione: salvare la sua amata Briseide. Infatti corre per la città, alla ricerca della ragazza.

Nell’infuriare della battaglia Ulisse uccide il capo delle guardie troiane Glauco, il re Priamo viene trafitto a tradimento da una lancia da Agamennone, mentre alcuni troiani (tra cui Elena e Andromaca con il figlio) scappano attraverso il passaggio segreto, che conduce al monte Ida, al sicuro dalla pianura troiana saccheggiata. A uno di loro, il giovane Enea, viene data la spada dei re di Troia, usata senza successo da Paride contro Menelao, con il compito di ricostruire la loro patria perduta.

Purtroppo Briseide viene trovata prima da Agamennone, che vuole portarla con lui a Micene e renderla sua schiava, ma con grande coraggio lei lo uccide, pugnalandolo al collo con un coltello nascosto nella manica. Troy Brad Pitt

Due greci, osservata la scena, intervengono ma prima che possano ucciderla interviene Achille che sgozza il primo e trafigge al petto il secondo, liberandola. Mentre i due amanti sono di nuovo insieme, Paride, pensando di vedere la cugina in pericolo e spinto dalla volontà di vendicare Ettore, afferra una freccia, la tende nell’arco, e la scaglia contro Achille colpendolo però solamente al tallone sinistro. Achille urla di dolore e si dirige furibondo verso Paride: questi però gli bersaglia velocemente il petto scagliandogli altre tre frecce.

Achille, moribondo, levandosi tali frecce, saluta la sua amata in lacrime tra le sue braccia.

Produzione

Le riprese sono iniziate ufficialmente il 22 aprile 2003 e sono terminate nel novembre dello stesso anno.

Le scene in esterni sono state girate a Malta e in Messico. I set interni, invece, sono stati girati nel Regno Unito, negli Shepperton Studios. Troy Brad Pitt

II budget del film fu di circa 180.000.000 $.

Critica

Il film, alla sua uscita, ricevette perlopiù delle critiche negative, causate principalmente dal fatto che vi sono delle grandi differenze rispetto all’opera originale.

Sul sito Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento del 54%, con un voto medio di 6/10, basato su 223 critiche professionali.

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