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Il gladiatore (2000)

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Il gladiatore Russell Crowe
Media Voto: 4/5

Il gladiatore è un film colossal del 2000 diretto da Ridley Scott, interpretato da Russell Crowe, Joaquin Phoenix, Connie Nielsen, Richard Harris, Oliver Reed e Tomas Arana.

Crowe è il fedele generale Maximus (italianizzato in “Massimo”), che viene tradito quando Commodo, l’ambizioso figlio dell’imperatore, assassina il padre e s’impossessa del trono.

Ridotto in schiavitù, Massimo ricompare nell’arena tra le file dei gladiatori per vendicare lo sterminio della sua famiglia e l’uccisione del suo imperatore.

Trama

Nell’anno 180 d.C., il valente generale Massimo Decimo Meridio guida l’esercito romano alla vittoria durante la guerra contro i Marcomanni in Germania, guadagnandosi ancora di più la stima dell’anziano imperatore romano Marco Aurelio, gravemente malato.

Marco Aurelio, che si sente prossimo alla fine, non accetta il proprio figlio Commodo come suo successore, considerandolo inadatto al ruolo.

Sceglie allora il generale Massimo come proprio successore vedendo in lui il figlio che avrebbe voluto avere al posto di Commodo, e al quale affidare il compito di far tornare Roma ad essere una repubblica, restituendo il potere al senato, e quindi al popolo romano, come era prima dell’avvento dell’età imperiale.

Il GladiatoreInizialmente riluttante, Massimo chiede tempo per decidere e si ritira in tenda a pregare gli Dei. Nel frattempo, Marco Aurelio comunica la sua decisione al figlio, che era giunto da Roma insieme alla sorella Lucilla, vedova.

Commodo, deluso e afflitto per la scelta del padre, lo uccide soffocandolo con il proprio petto prima che renda pubblica la sua decisione.

Massimo capisce che l’imperatore non è morto per cause naturali, ma è stato ucciso dal figlio; rifiuta, dunque, di sottomettersi a Commodo, che dà allora ordine a Quinto di far uccidere lui e la sua famiglia.

Successivamente Commodo viene incoronato imperatore di Roma.

Massimo viene immobilizzato e condotto in mezzo alla foresta per essere giustiziato; inginocchiatosi davanti al boia riesce, dopo aver finto di accettare il suo destino, ad afferrarne la spada e a uccidere, uno dopo l’altro, tutti i pretoriani del manipolo.

Gravemente ferito a un braccio nel corso dell’azione, s’impossessa di due cavalli e intraprende il lungo viaggio verso casa, ma giunge troppo tardi: Massimo vede alcuni suoi amici morti, e poi scopre la moglie e il figlio impiccati tra le rovine fumanti della propria abitazione.

Disperato, piange i suoi cari defunti; infine, si accascia straziato dal dolore e sfinito dalla stanchezza.

Catturato da un mercante di schiavi, viene venduto a Proximo, un ex gladiatore divenuto lanista. Massimo viene portato in Africa ed è costretto a combattere nell’arena, dando presto prova delle sue eccellenti qualità di guerriero.

Il GladiatorePassati alcuni anni, Commodo ordina che per un lungo periodo, 150 giorni, si tengano a Roma dei giochi gladiatorii in memoria del padre. Anche i gladiatori di Proximo vengono affittati per lo spettacolo: devono rievocare la battaglia di Zama della seconda guerra punica, rappresentando le truppe di Annibale schierate contro le legioni di Scipione l’Africano.

Massimo, che indossa una maschera che ne cela le sembianze, assume il comando del gruppo e, disponendo i propri compagni a testuggine al centro dell’arena del Colosseo, riesce a sovvertire l’esito di un incontro in cui erano storicamente destinati alla sconfitta.

Impossibilitato a uccidere Massimo, guadagnatosi il sostegno della folla che chiede incessantemente la grazia, Commodo, amareggiato, solleva la mano e protende il pollice verso l’alto.

Il giorno dopo Massimo deve fronteggiare l’unico gladiatore imbattuto che ritorna nell’arena cinque anni dopo il suo ritiro, Tigris delle Gallie. Durante il combattimento, più volte, da botole che si aprono nell’arena, balzano fuori delle tigri incatenate che si avventano, trattenute a stento dagli addetti, contro Massimo.

Una delle tigri riesce ad atterrarlo, ma viene trafitta da Massimo che riesce, pur sotto il peso del felino, a colpire ripetutamente Tigris, che cade a terra sconfitto. Tigris, condannato a morte dal pollice verso di Commodo, viene graziato da Massimo che si rifiuta di ucciderlo, sfidando deliberatamente l’ordine dell’Imperatore.

La folla lo acclama come “Massimo il misericordioso”, mentre Commodo, abbandonato il palco, lo raggiunge nell’arena e insulta la memoria dei cari di Massimo con lo scopo di farlo combattere contro di sé.

Mentre viene riaccompagnato alla scuola dei gladiatori, Massimo viene informato da Cicero, il suo fedele servitore, che il suo esercito, accampato ad Ostia, gli è rimasto fedele. Riesce a incontrarsi nelle celle dei gladiatori con Lucilla e il senatore Pertinace Gracco, al quale chiede di farlo uscire dalla città e ricongiungersi col suo esercito, col quale tornerà a Roma e rovescerà Commodo.

Sospettando il tradimento della sorella, Commodo minaccia indirettamente il figlio di lei, Lucio, costringendola a rivelare il complotto con dispiacere.

Massimo fugge attraverso un tunnel dalle mura della città, ma assiste impotente alla morte di Cicero, trafitto dalle frecce dei pretoriani, e viene catturato da alcune guardie pretoriane.

Massimo, incatenato nei sotterranei, riceve la visita di Commodo che lo sfida a duello nell’arena. Per essere certo della vittoria, prima di affrontarlo, gli infligge a tradimento una pugnalata sotto l’ascella con uno stiletto e ordina a Quinto di celare la ferita.

Condotto nell’arena, ove lo attende Commodo, Massimo raccoglie la spada da terra e incomincia il duello, mentre i pretoriani si dispongono a cerchio attorno ai combattenti.

Il GladiatoreDopo alcuni scambi di colpi Massimo, pur indebolito dalla ferita, riesce a disarmare Commodo, ma a sua volta, prostrato dallo sforzo, lascia cadere la sua spada.

Commodo chiede un’altra spada, dapprima a Quinto, che, capendo finalmente la natura abietta e subdola di Commodo non acconsente, e poi ai pretoriani che però, su ordine di Quinto, non intervengono.

Commodo estrae allora uno stiletto nascosto e si getta su Massimo che contrattacca, colpendolo con pugni violenti. I due lottano avvinghiati per alcuni secondi, finché Massimo riesce a spingergli la mano indietro e affondare lo stiletto nella gola di Commodo che cade infine morto in un Colosseo avvolto dal silenzio.

A Massimo, ormai morente, appaiono la sua casa e la sua famiglia, ma viene riportato alla realtà dalla voce di Quinto, che gli chiede indicazioni.

Massimo ordina a Quinto di liberare Juba e gli altri gladiatori di Proximo (prima imprigionati), e di restituire alle sue mansioni il senatore Gracco, al quale chiede di restaurare a Roma il governo repubblicano, proprio come voleva Marco Aurelio.

Massimo, intanto, per la ferita, crolla pesantemente a terra, morendo tra le braccia di Lucilla, inginocchiatasi accanto a lui. Il corpo di Massimo viene sollevato e portato fuori dal Colosseo, seguito da tutto il popolo, mentre il cadavere di Commodo resta abbandonato nell’arena.

Produzione

Le riprese del film incominciarono a gennaio del 1999. Gli esterni furono girati in Marocco, Tunisia, Italia e Malta; gli interni invece interamente a Los Angeles negli studi cinematografici della Universal Pictures. Il gladiatore Russell Crowe

Il regista Ridley Scott e la produzione chiesero al comune di Roma di poter realizzare alcune scene dei duelli dentro il vero Colosseo.

Il comune rifiutò la proposta poiché l’anfiteatro era in fase di restauro accurato. Così le scenografie del Colosseo (solo il primo giro di tribune, il resto fu creato con la tecnica digitale) furono ricostruite a Malta in 19 settimane.

Le scene iniziali (la battaglia di Vindobona) sono state girate in tre settimane nel Regno Unito in Inghilterra nel Bourne Wood a Farnham, nella contea di Surrey, approfittando di una disposizione dello Stato per il diboscamento dell’area.

Gli abitanti del luogo, reclutati come comparse di militari romani e truppe barbariche, riferiscono che molti di loro presero l’impegno tanto seriamente che le prime file dei due eserciti diedero luogo a un vero e proprio corpo a corpo.

L’immedesimazione nei rispettivi ruoli fu tale che, persino nelle pause per il pranzo, le due fazioni in costume prendevano le distanze l’una dall’altra, dividendosi spontaneamente in gruppi omogenei di romani e barbari.

L’attore Oliver Reed (Proximo) è morto poco prima del termine delle riprese del film, che di conseguenza è stato a lui dedicato. Le scene che non è riuscito a recitare sono state create con la tecnica digitale grazie a spezzoni di scene tagliate.

Accoglienza

Il film si è rivelato uno dei maggiori successi della sua annata cinematografica. Nel 2000 a livello internazionale ha incassato circa 457.640.427 $, secondo solo a Mission: Impossible II.

In Italia ha incassato complessivamente oltre venti miliardi di lire.

Verosimiglianze e incongruenze storiche

Benché la verosimiglianza dell’ambientazione storica sia stata oggetto di molta cura, il film ha spesso interpretato in modo molto libero quanto tramandato dalle fonti storiche e vi sono vari dettagli che presentano incongruenze e numerosi falsi storici.

Il periodo nel quale il film viene ambientato, rappresenta la fine del regno dell’imperatore romano Marco Aurelio e quello successivo del figlio Commodo, ultimo princeps della dinastia degli Antonini. Una di queste incongruenze è, per esempio, la morte di Marco Aurelio, padre di Commodo, che nel film muore soffocato dal figlio; nella realtà storica, invece, Marco Aurelio muore a causa di una malattia (forse della stessa peste antonina che flagellò l’Impero romano per un ventennio).

Un’incongruenza storica è inoltre presente nei discorsi di Marco Aurelio e di Massimo: entrambi descrivono il ritorno della Repubblica a Roma come una “restituzione” del potere al popolo, tuttavia la Repubblica Romana era in realtà più un’oligarchia, cioè uno stato governato da un gruppo ristretto di persone, in questo caso particolare i patrizi; quindi non è mai esistito un periodo in cui il potere fosse nelle mani del popolo.

Un altro esempio di incongruenza è riscontrabile nell’aspetto fisico di Commodo: secondo le fonti, infatti, egli non portò la barba fino a quando non divenne imperatore. Nel film, invece, Joaquin Phoenix non porta mai la barba, neanche dopo essere salito al potere. Il gladiatore Russell Crowe

Questi errori, più evidenti forse per gli storici, si riscontrano anche negli equipaggiamenti, nelle armi usate e nelle vesti dei soldati e dei vari personaggi del film; e ancora, nel film Massimo il gladiatore combatte con le tigri, ma il combattimento con le bestie feroci era compito dei venatori.

Il gladiatore Russell Crowe Il gladiatore Russell Crowe Il gladiatore Russell Crowe

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