È morto Flavio Bucci, solo e a Passoscuro: il suo rifugio romano per la sua vecchiaia. Povero e senza un solo a causa degli eccessi ed esaltazioni misti a depressione. Flavio bucci deceduto
Originario di Torino, ha appena detto addio al mondo, e come lui stesso diceva: “’c’è una sola cosa che ti uccide, però non lo sai mai prima quale sarà”, la sua causa è stato l’infarto.
Forse prevedibile, dopo una vita spesa a soddisfare ogni suo vizio, dalle sigarette all’alcool, dalla cocaina al sesso.
Chi era? Flavio bucci deceduto
Flavio Bucci era un bravissimo attore, sia di teatro che di cinema. Nasce a Torino nel 1947, il 25 Maggio, da una madre molisana e un padre pugliese. Diventa famoso molto presto grazie all’interpretazione di Antonio Ligabur, un pittore naif, in uno sceneggiato Rai Diretto da Salvatore Nocita. Il film si intitolava “Il marchese del Grillo” di Maio Monicelli e con Alberto Sordi. Da non dimenticare è anche la sua interpretazione affianco a Dario Argento nel film “Suspiria” e di Paolo Sorrentino ne “Il Divo”.
Flavio Bucci si forma professionalmente parlando, nella scuola di teatro Stabile a Torino e fa subito parte al movimento neorealista italiano. L’esordio arriva con il film “La classe operaia va in paradiso” e con “La proprietà non è più un furto” nei panni di Total, un giovane impiegato di banca allergico al denaro.
Lavorò con i migliori maestri del cinema italiano, interpretando sempre quei personaggi irregolari, a volte emarginati, un po’ come era lui.
Mai negò la fortuna di essere nato con quella sua tipica espressione (occhi grandi e volto asimmetrico):
“La mia faccia ha contato. Un attore è parole e fisicità”.
«I suoi ultimi anni non sono stati molto sereni purtroppo – dice il figlio Alessandro, poiché in troppi lo abbandonarono dopo una carriera intensa tra cinema e teatro. Ma come sappiamo, è facile che questo accade agli artisti come lui».
Il teatro
Bucci deve molto all’ attività del doppiaggio. E grazie alla sua voce nasale e un po’ roca, fu la voce di Tom Wopat, il cugino Luke Duke nella serie di Hazzard. Poi ancora il Potsie di Happy days, ma soprattutto fu ma voce di John Travolta de La febbre del sabato sera e in Grease.
Flavio bucci deceduto
Gli eccessi di un artista
“In teatro guadagnavo anche due milioni al giorno – aveva confessato Bucci – Per fortuna ho speso tutto in donne, manco tanto, che me la davano gratis, vodka e cocaina. Scarpe e cravatte che non mettevo mai. Mi sparavo cinque grammi di coca al giorno, solo di polvere avrò bruciato sette miliardi. L’alcol mi ha distrutto? Mah, ha mai provato a ubriacarsi? È bellissimo”.
Flavio bucci deceduto
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