Shoah, i film per non dimenticare

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Il 27 gennaio 1945 vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz, il campo di sterminio che mise fine a migliaia di vite umane. Quel giorno trovarono la libertà circa novemila prigionieri grazie all’esercito sovietico. Film Shoah imperdibili

Oggi, 27 gennaio 2018, si ricorda la fine del genocidio degli ebrei per mano dei nazisti: la Giornata della Memoria.

Oggi è importante ricordare come, 74 anni fa, l’umanità aveva probabilmente raggiunto il punto più basso della propria storia. Dove le persone erano diventate dei semplici numeri, dove la dignità umana era stata totalmente distrutta.

Bisogna ricordare, affinché tali avvenimenti non si ripetano più. E per non dimenticare, molti registi, produttori e sceneggiatori hanno accettato l’arduo compito di narrare quelle terribile esperienze attraverso le immagini. Film che non ci faranno mai capire appieno cosa quelle povere vittime abbiano provato durante la prigionia nei campi di concentramento, ma che ci aiuteranno a ricordarleFilm Shoah imperdibili

Ecco quindi i film imperdibili che narrano dello Shoah, il genocidio nazista nei confronti del popolo ebraico. Film Shoah imperdibili

Il pianista Film Shoah imperdibili

il pianistaIl pianista (The Pianist) è un film del 2002 diretto da Roman Polański. Tratto da una storia vera, narrata nell’omonimo romanzo autobiografico di Władysław Szpilman, il film riuscì ad aggiudicarsi la tre Premi Oscar nel 2003. Film Shoah imperdibili

Il film narra le vicende proprio di Władysław Szpilman, un pianista ebreo che assistette alla creazione del ghetto di Varsavia. La pellicola racconta della sua fuga per la sopravvivenza, il tutto accompagnato dalle note del pianista. Il protagonista infatti non può fare a meno della sua musica, che è il vero perno centrale della storia.

L’arte diventa ciò che spinge Władysław a combattere per la propria vita, e sarà propria la sua musica il suo angelo custode.

Il grande dittatore

il grande dittatoreIl grande dittatore (The Great Dictator) è un film del 1940 diretto, scritto, prodotto e interpretato dal leggendario Charlie Chaplin.

La pellicola è una feroce critica al nazismo, parodiandolo senza mezze misure e prendendone di mira il suo volto, Adolf Hitler, che nel film prende il volto di Chaplin sotto il nome di Adenoid Hynkel.

Chaplin interpreta un doppio ruolo in questo film. Oltre a parodiare Hitler, il famoso cineasta indossò i panni di un anonimo barbiere ebreo perfettamente identico al dittatore nazista. Un po’ come per dirci che alla fine l’unica cosa a differenziare gli essere umani sono le ideologie che li dividono.

Infatti il finale è un inno alla vita, alla libertà e all’uguaglianza. Nella speranza di un futuro migliore.

Pensare che questo film sia uscito nel 1940, proprio quando i genocidi di massa stavano avvenendo, fa comprendere quanto Chaplin abbia avuto cuore e coraggio.

Il bambino con il pigiama a righe

il bambino con il pigiama a righeIl bambino con il pigiama a righe (The Boy in the Striped Pyjamas) è un film del 2008 diretto e scritto da Mark Herman. È tratto dall’omonimo romanzo di John Boyne.

Il film pone l’accento sul concetto di diversità e uguaglianza. I due protagonisti, Bruno, figlio di un ufficiale nazista, e Shmuel, bambino ebreo detenuto nel campo di concentramento, sono così diversi eppure così simili.

Due bambini che andranno oltre il muro di filo spinato che li divide, oltre le convenzioni sociali che la società ha imposto ai due.

Due bambini uniti da un’inossidabile amicizia, fino al tragico finale che ci ricorda che molto spesso l’unica cosa che ci distingue è il significato che diamo agli abiti che indossiamo.

Va’ e vedi

va' e vediVa’ e vedi (Idi i smotri) è un film del 1985 diretto da Elem Klimov, presentato fuori concorso al Festival di Cannes.

Il film tratta ancora una volta delle persecuzioni naziste, dando però il focus non più agli ebrei ma alle stragi compiute nei villaggi sovietici.

Il protagonista è Florya Gaishun, un ragazzino bielorusso che si sente già un uomo e che vuole combattere i nazisti. La realtà che però gli si parerà dinnanzi trascinerà Florya in un vortice di violenza, paura e rabbia.

L’aver perso tutto, la sua famiglia, il suo amore, e l’aver visto centinaia di persone uccise a sangue freddo e donne violentate senza pietà porta il giovane ad entrare in un forte stato di shock.

Tutta la rabbia repressa di Florya raggiunge il suo culmine nello splendido finale, un metaforico viaggio nel tempo dove il giovane scatena tutta la sua rabbia fino a provare pietà per l’uomo che ha dato il via a tutto quanto: Adolf Hitler.

La vita è bella

la vita è bellaLa vita è bella è un film del 1997 diretto, scritto e interpretato da Roberto Benigni. Il film riuscì ad aggiudicarsi ben tre premi oscar, record per un film italiano, ovvero miglior film straniero, miglior attore protagonista a Roberto Benigni miglior colonna sonora a Nicola Piovani.

Il film ironizza sulla Seconda Guerra Mondiale e sull’Olocausto grazie all’espediente narrativo di far diventare il tutto un ‘gioco‘.

Infatti Guido, il personaggio interpretato da Benigni, per proteggere il figlio dagli orrori del campo di concentramento nel quale sono prigionieri, gli fa credere che stanno partecipando ad un gioco a premi alla fine del quale si vincerà un carro armato.

Un film che strappa più di un sorriso senza però dimenticare della drammatica storia che va a narrare.

Schindler’s List

Schindler's ListSchindler’s List – La lista di Schindler (Schindler’s List) è un film del 1993 diretto da Steven Spielberg e ispirato al romanzo La lista di Schindler di Thomas Keneally. Il film ricevette ben dodici nomination agli Oscar, riuscendo ad aggiudicarsi ben sette statuette, tra cui quelle per il miglior film e la miglior regia.

L’imprenditore tedesco Oskar Schindler, interpretato da un superbo Liam Neeson, durante la Seconda Guerra Mondiale decise di portare in salvo più di mille ebrei dalla deportazione. Per fare ciò li mise a lavorare nella sua fabbrica di pentole e tegami, stilando nel frattempo una lista di tutte le persone che riuscì a mettere man mano in salvo.

Un film che per quasi la sua totalità mostra delle immagini in bianco e nero, perché l’orrore non ha bisogno di colori. Un film dove l’unico simbolo di speranza è rappresentato da una bambina dal cappotto rosso, unico spruzzo di colore e di speranza nel grigiume di uno dei periodi più bui della nostra storia.

Continuate a seguirci su Cinemondium, e ricordatevi di non dimenticare.

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