Bohemian Rhapsody, Rami Malek: «Freddie Mercury potrebbe rovinare la mia carriera»

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Quando mi hanno scritturato ho pensato: questo potrebbe essere il ruolo che definirà la mia carriera. Due minuti dopo ho pensato: mio Dio, potrebbe rovinare per sempre la mia carriera“.

La paura di Rami Malek è palpabile sin da queste prime battute.

Sarà lui a interpretare Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody, il biopic dedicato ai Queen, al cinema dal 2 novembre.

rami malek freddie mercuryL’attore ha parlato ai microfoni di Repubblica, e guardate cosa ha confessato. rami malek freddie mercury

L’intervista rami malek freddie mercury

È stato uno stress costante e un’altalena di emozioni, oscillando tra l’estasi e il terrore. Ma la paralisi mai“.

Una parte impegnativa quella che è toccata a Rami Malek, 37 anni, nato a Los Angeles da una famiglia egiziana.

Eppure ha già anni di esperienza alle spalle. Dopo aver studiato recitazione, ha esordito in tv nel 2004 in Gilmore Girls.

Successivamente è sbarcato sul grande schermo in film come Una notte al museo e The Master.

Nel 2015, poi, il successo e il premio Emmy con Mr. Robot.

Per interpretare lo storico leader dei Queen, però, è stata necessaria una preparazione sui generis, intensa, costante:

Ho visto tutto quello che esiste. Anche adesso, a film concluso, continuo a guardarmi cose di Freddie Mercury: un personaggio di cui sono totalmente innamorato.

Non solo come musicista ma anche per il suo spirito d’indipendenza, l’onestà e il coraggio con cui ha affrontato prima la sua omosessualità poi la malattia. Un grande“.

Milioni di fan si sono identificati nel cantante. E anche lo stesso Rami ammette:

Freddie ha sdoganato molti tabù e molti comportamenti. Come lui, anche io mi sento più sicuro di fronte alla macchina da presa – nel suo caso, al pubblico – che nella vita reale, privata“.

L’impresa più complicata, però, è stata quella di imitare la voce di Mercury: “Cantare è stato il mio tormento. E non so ancora cosa abbiano usato nel montaggio finale del film.

Ho avuto la fortuna di conoscere molto bene Brian May e Roger Taylor, un regalo piovuto dal cielo. Mi hanno dato preziosissimi consigli.

Ma ritrovarmi lì in scena di fronte a un vero pubblico certe volte mi ha davvero destabilizzato.

Indossare costumi di scena? E’ sempre interessante e trasformativo. Non avevo mai passato tante ore in guardaroba e trucco e parrucco come in questo film“.

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La trasformazione musicale

Sicuramente la vita di Malek adesso è cambiata, soprattutto nei confronti della musica dei Queen:

Adesso in macchina ascolto solo musica degli anni Ottanta, è diventata un’ossessione.

Grazie alla pellicola che ho girato ho scoperto tutto il movimento rock inglese dell’epoca, dai Queen ai Simply Red, dagli Style Council ai Simple Minds, dallo ska al punk.

Ne sapevo poco prima, ma i brani famosi della band che ho ritrovato sul set li conoscevo già, We will rock you, Crazy little thing called love, Don’t stop me now, ovviamente Bohemian Rhapsody, un inno.

Ci ha colpito tutti. Da ragazzino non riuscivo a spiegare perché, ma era una canzone che ascoltavo in continuazione.

È una connessione a livello emotivo più che razionale o estetico.

We are the champions? Mi commuove sempre, non mi vergogno di dirlo.

Guardi la gente intorno a te, non importa di che colore o razza siano, te li senti tutti vicini e uguali a te. Tutti fratelli.

Freddie faceva cantare in coro tutto il mondo. Ecco la sua eccezionalità: ora lo capisco“.

Curiosi? Nell’attesa che il film esca al cinema, continuate a seguirci su Cinemondium per ulteriori aggiornamenti.

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