Addio a Bernardo Bertolucci: l’ultimo “imperatore” del cinema

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Bernardo Bertolucci morte

Lutto nel mondo del cinema: è morto il grande maestro del cinema italiano Bernardo Bertolucci. Si è spento oggi a 77 anni nella casa di Via Lungara, a Roma. Bernardo Bertolucci morte

Era già malato da diverso tempo e condannato a rimanere sulla sedia a rotelle: la causa della sua morte è stata una crisi respiratoria. Bernardo Bertolucci morte

bernardo bertolucciGrazie al padre il poeta Attilio Bertolucci, sin dalla giovane età si approccerà al mondo del cinema. Momento decisivo e di svolta per la sua vita e carriera, sarà l’incontro con un altro grande del cinema: Pier Paolo Pasolini.

Personaggio, poeta e regista di spicco dell’epoca, conosciuto grazie alla sua amicizia con il padre Attilio.

Bertolucci imparò proprio da Pasolini l’utilizzo della macchina da presa come strumento per raccontare l’uomo, anche negli aspetti intimi e inquieti.

“Ho visto lavorare Pier Paolo, l’ho visto inventare i suoi film giorno dopo giorno. L’ho visto inventare il suo stile, fare le sue carrellate e i primi piani, e mi sembrava di assistere ogni volta alla nascita del cinema. Un’arte che lui reinventava e riscopriva continuamente”.

Una lunga carriera e tanti film importanti alle spalle che gli hanno fatto riscuotere grande successo e vincere diversi premi. Ripercorriamo assieme alcuni dei suoi film più significativi.

La commare secca (1962)

Primo film di Bertolucci fu prodotto dall’amico e collega Pier Paolo Pasolini e racconta la morte di una prostituta trovata in riva al fiume Tevere a Roma.

La polizia inizia ad interrogare, due minorenni sono accusati da un vagabondo e scappano, nella fuga uno muore. Il vero colpevole verrà scoperto solo alla fine. Bernardo Bertolucci morte

La pellicola venne presentata alla 23ª edizione della Mostra di Venezia e il titolo richiama la morte come veniva descritta in un sonetto di Gioachino Belli che viene persino citato nell’inquadratura finale del film.

Il conformista (1970)

Tratto da un romanzo di Alberto Moravia, il film è ambientato in epoca fascista, dove le vicende personali e politiche del protagonista si intrecciano con quelle politiche.

Un misto di narrazione e surrealismo che cattura la crisi esistenziale di una spia fascista. Film che consacra Bertolucci alla regia. Bernardo Bertolucci morte

Ad aiutarlo nel successo della pellicola due interpreti straordinari: Stefania Sandrelli e Jean-Louis Trintignant.

Ultimo tango a Parigi (1972) Bernardo Bertolucci morte

È il film scandalo di Bernardo Bertolucci che costò all’autore una condanna a 4 mesi di reclusione per le numerosissime scene erotiche esplicite. Il film è tutto ambientato a Parigi, ma una Parigi cupa e quasi melancolica.

La pellicola venne, considerata troppo spinta, condannata al rogo il 29 gennaio 1976, dopo un procedimento penale avviato dalla censura. Il film fu riabilitato solo nel 1987.

Protagonisti un americano che vive nella capitale francese e inizia a perdere la ragione dopo la ragione della sua esistenza dopo la morte della moglie. Bernardo Bertolucci morte

Ragione che cercherà di ritrovare in un rapporto erotico passionale con una giovane ragazza incontrata per caso, di cui l’uno ignorerà persino il nome dell’altro.

A rendere la pellicola un capolavoro Marlon BrandoMaria Schneider, che a posteriori confessò di esser rimasta emotivamente turbata da una scena di sesso anale non prevista dalla sceneggiatura.

Novecento (1976)

novecento bertolucciDramma storico ambientato in Emilia, regione natale del regista, che racconta le vite e l’amicizia di due uomini, il possidente terriero Alfredo Berlinghieri e il contadino Olmo Dalcò.

Tutto questo all’interno dei conflitti sociali e politici tra fascismo e comunismo che ebbero luogo in Italia nella prima metà del XX secolo.

Un film maestoso, di oltre cinque ore, diviso in due atti, con un cast superlativo: Robert De Niro, Gérard Depardieu, Burt Lancaster, Donald Sutherland, Alida Valli, Stefania Sandrelli.

L’ultimo imperatore (1987)

Vero e proprio kollossal, narra la storia vera di Pu Yi, l’ultimo imperatore Qing della Cina. In questo film Bertolucci coniuga la spettacolarità scenica, rappresentata dagli spazi immensi della Città proibità, e l’intimità di un uomo incoronato a tre anni ma di fatto schiavo del suo stesso potere.

Il film riceverà nove nomination all’Oscar ele vincerà tutte e nove, tra cui quella per il migliore regista e quello per la migliore sceneggiatura. Bernardo Bertolucci morte

Il tè nel deserto (1990)

Anche se non tocca le vette precedenti, con Il tè nel deserto Bertolucci fonde la bellezza struggente dei paesaggi africani, le angosce esistenziali e l’arroganza della cultura occidentale.

Al centro al storia di una coppia che si perde in un viaggio in Africa dove incontrerà carnalità e morte. Come protagonisti due grandi interpreti: John Malkovich e Debra Winger.

Io ballo da sola (1996)

io ballo sola bertolucciUna ragazza americana viene mandata dal padre vedovo a stare da una coppia di amici di famiglia in una casa colonica nelle colline intorno a Siena. Bernardo Bertolucci morte

Il suo lungo soggiorno in Toscana sarà una sorta di percorso iniziatico che la trasforma da adolescente in donna, attraverso la perdita della verginità e la scoperta dell’identità del suo vero padre.

Tra le protagoniste della pellicola una giovane Liv Tyler e l’ormai intramontabile musa del regista, Stefania Sandrelli.

The Dreamers – I sognatori (2003)

Mentre i genitori sono in vacanza, Isabelle e suo fratello Theo invitano Matthew, un giovane americano appena conosciuto, a casa loro. Bernardo Bertolucci morte

Durante la convivenza, i tre ragazzi sperimentano un codice di comportamento e esplorano le proprie emozioni e pulsioni erotiche.

Un mènage a trois di tre giovani ragazzi francesi, un 68 rivisitato con grande ricercatezza di stile e un modo per dichiarare amore eterno al cinema.

Io e te (2012)

io te bertolucciUn film tratto dal romanzo di Niccolò Ammaniti, è un film piccolo, girato in interni, praticamente sotto casa. Bertolucci è ormai confinato alla sedia a rotelle, non può muoversi.

Riesce però a risolvere cinematograficamente questo suo limite, come solo i grandi registi possono fare: riducendo le dimensioni del suo progetto, ma non le ambizioni. Ultimo suo lavoro dopo nove anni di silenzio.

Torna a trattare le crisi interiori dell’uomo: il protagonista è infatti un giovane 14enne, molto introverso e problematico che dovrà affrontare rapporti interpersonali, droga, esperienze estreme.

Un altro grande ci ha lasciato, ma fortunatamente ci ha lasciato un grande cinema che ancora a distanza di anni fa riflettere.

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