“Questioni di colore”Tarantino accuse razzismo

John Ridley, sceneggiatore Premio Oscar di 12 anni schiavo, torna sull’argomento razzismo, proprio nel momento in cui la protesta Black Lives Matter sta sta spopolando nelle piazze americane. In particolare, dopo aver insistito sulla rimozione forzate del film Via col vento dai siti di streaming cinema online, oggi si fa sentire di nuovo puntando il dito contro Quentin Tarantino e l’utilizzo della parola “nigger” nei suoi film.Tarantino accuse razzismo

John Ridley, difatti, ha rilasciato un’intervista a PA News Agency definendo i suoi film, sopratutto nel momento in cui viene calcata la parola “nigger”, come dolorosi e fastidiosi. Ecco le sue parole:

<<In qualche modo si crogiola in quel termine e non è usato in un cotesto particolare. Viene utilizzato solo per farlo. Lo trovo doloroso e mi fa infuriare, ma al tempo stesso non sosterrei okay, non puoi mai usare quella parola>>.

Tarantino sotto accusa… ma di nuovo?

Non è certamente la prima volta che vengono mosse critiche al linguaggio utilizzato nei film di Quentin Tarantino. Ricordiamo quando anche Spike Lee si fece avanti prendendo in considerazione Jackie Brown:

<<Ho decisamente un problema. con l’uso eccessivo della parola che inizia per “n” da parte di Quentin Tarantino>>. Lee fece presente di non essere contrario al termine e di utilizzarla anche lui nelle sue opere, ma che Tarantino ne fosse praticamente “infatuato”, terminando il discorso dicendo:

<<Cosa vuole? Essere proclamato uomo nero onorario?>>.

Autorialità come “ignoranza”

Tarantino si è sempre difeso dalle accuse. dei colleghi, rimarcando un semplice concetto di autorialità, ma sopratutto che nessuno poteva limitare la sua creatività. I suoi personaggi inventati potevano dire ciò che volevano. se la sceneggiatura del film lo richiedeva. Un’opera distaccata dal reale e per niente invasiva. Il cinema di Tarantino è sempre stato dissacrante e ironico sugli stessi termini che adesso vengono ancora una volta accusati, ma è anche quello lo scopo: irritare e sconvolgere.

Non si può giudicare l’estetica cinematografica soltanto perché qualcuno si offende per una parola o un gesto: il cinema non dovrebbe mai essere contaminato da questioni cosi irrisorie e di sola polemica. Il cinema è arte. Tarantino ha sempre “preso in giro” queste polemiche con le sue stesse opere che rimarcano senza vergogna un dato di fatto. Tarantino disse <<dire che non posso perché sono bianco… è razzista>>. Ricordiamo infine che si stima che nei film del regista di Pulp Fiction il termine in questione venga pronunciato almeno 214 volte. Negli anni, Tarantino è stato difeso più e più volte sia da Jamie Foxx che Samuel L. Jackson.

Tarantino accuse razzismo

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