Il regista Gabriele Muccino, tramite il proprio account Facebook, ha annunciato il voler dirigere un film ambientato sul suolo nostrano che parli del Coronavirus e della sua diffusione in Italia. Il cineasta ha chiesto supporto ai propri fan, chiedendo loro di raccontare tramite email le loro esperienze in questo periodo di quarantena: gabriele muccino coronavirus

“Vorrei realizzare un film su questo momento storico che tutti insieme, ad ogni latitudine sociale e geografica, stiamo attraversando. Se vorrete collaborare con me, vi prego scrivetemi delle vostre esperienze, riflessioni, raccontatemi delle vostre ansie, dei cambiamenti che stanno subendo le vostre vite ma sopratutto il vostro sguardo sulle cose, se sta cambiando e come. Raccontatemi dei vostri rimorsi, dei vostri dolori, delle vostre gioie, dei vostri amori strappati, dei vostri amori ritrovati, di quello che cambiereste se tornaste indietro e quello che pensate di cambiare quando tutto ciò sarà passato”.

IL GRANDE CAOS *** Vorrei realizzare un film su questo momento storico che tutti insieme, ad ogni latitudine sociale e…

Pubblicato da Gabriele Muccino official su Giovedì 26 marzo 2020

“Scrivetemi di voi, fatelo confidenzialmente. Sarò l’unico a leggere le vostre testimonianze. Aiutatemi a scrivere questo film (e anche a lasciar scorrere in libertà i pensieri folli e inesplorati che navigano nelle nostre menti in questi giorni in cui nulla è più come prima). Potete scrivermi (o anche lasciarmi video messaggi o semplicemente messaggi vocali) a questo indirizzo email: gmuccino3@gmail.com”.

Intervista a Leggo

Durante un’intervista al quotidiano Leggo, Gabriele Muccino ha dichiarato di non temere possibili critiche da parte dell’opinione pubblica, e ha aggiunto che in molti hanno già risposto alla sua richiesta:
“In 3 ore ho già ricevuto centinaia di mail. Storie molto belle e sincere, trasversali, provenienti da mondi lontani ma con un denominatore comune. Ci vorrà del tempo, però, è tutto ancora in progress. Non ho paura dei detrattori: ci saranno, come sempre. Ma un regista deve saper leggere il presente. Rossellini ha fatto Paisà quando ancora avevamo i tedeschi dentro casa”.

Parlando di questo periodo di quarantena, Muccino ha detto che la tecnologia può giocare un ruolo essenziale per supportare le persone ritrovatesi improvvisamente in solitudine:
Usiamo i tablet, i telefonini per mantenere vivi quei rapporti umani che ultimamente avevamo un po’ tralasciato. Nell’era dei social, era tutto odio e ostentazione fatua. Ora riscopriamo la necessità di dialogare. Come accadeva a Floyd quando faceva la videochiamata a sua figlia in 2001: Odissea nello Spazio di Kubrick“.

E voi, cosa ne pensate? Fateci sapere la vostra con un commento qua sotto e continuate a seguirci su Cinemondium! gabriele muccino coronavirus

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