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IT esiste davvero. Ecco la sua storia

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IT storia vera
È il film più terrificante del momento. Si tratta di un adattamento dell’omonimo romanzo di Stephen King, diretto da Andrés Muschietti. IT storia vera
IT è un clown affamato di bambini, che si sposta attraverso le fognature e attira le sue vittime con diversi stratagemmi.

La storia

Non tutti sanno che dietro questa entità si nasconde la storia di un vero killer: John Wayne Gacy. IT storia vera
Era conosciuto anche come Killer Clown o Pogo il Clown, in quanto compiva attività di volontariato in un ospedale pediatrico, travestito – appunto – da Clown.
Oltre al volontariato, Gacy era un militante del partito democratico, un marito e un padre. Un uomo socievole, insospettabile.

La carriera criminale

La sua carriera criminale inizia nel 1967 con la prima aggressione a scopo sessuale ai danni di un quindicenne. Da questo momento sono numerosi i ragazzini molestati fino a quando Gacy non viene arrestato e condannato, grazie alla denuncia della sua prima vittima.
John Wayne Gacy
Sconta appena 18 mesi di carcere e torna in libertà nel 1970 per buona condotta. Si trasferisce a Chicago e inizia una nuova vita avviando un’impresa industriale e risposandosi.
Il 2 gennaio 1972, Gacy compie il suo primo omicidio. Dopo aver portato a casa un quindicenne prelevato per strada e aver trascorso la notte con lui, si sveglia di soprassalto e vede che il giovane ha in mano un coltello. Scatta la colluttazione: il ragazzo ne uscirà senza vita.
Spostatosi in cucina, capisce che in realtà il giovane stava solo preparando la colazione, ma ormai è tardi e seppellisce il cadavere in cantina. IT storia vera
È questo il punto d’inizio della sua carriera criminale. Nel corso di un’intervista rilasciata dopo l’arresto, Gacy afferma di essersi sentito “totalmente prosciugato” immediatamente dopo l’omicidio, rendendosi conto di aver avuto un orgasmo completo nell’atto di uccidere il giovane.
Da questo momento in poi, Gacy uccide e violenta circa 33 giovani. Il procedimento è sempre lo stesso: attira i giovani in casa o su di un’auto, li intontisce con alcool o cloroformio, li ammanetta, li violenta e poi li uccide.

L’arresto

Il 12 ottobre 1978, in seguito alla scomparsa dell’ultima vittima, la polizia si reca a casa di Gacy e riconosce immediatamente l’odore nauseabondo dei corpi in putrefazione. Lo scenario all’interno della cantina è scioccante: ad essere riesumati sono ben 27 cadaveri.
In prigione dipinge numerosi quadri ritraenti per lo più clown che saranno venduti e studiati. Cerca inoltre di invocare l’infermità mentale come linea difensiva, ma gli viene invece riconosciuta una grandissima intelligenza e per questo viene condannato a morte. Le sue ultime parole sono l’emblema del suo essere, psicopatico e senza rimorso: “Kiss my ass”.
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