Un cinema senza star, ma pieno di idee. Un manifesto senza volti, ma con colori esplosivi, forme essenziali e messaggi forti. Cine de Papel, la nuova mostra ospitata al Museo di Roma in Trastevere fino al 22 febbraio 2026, racconta un capitolo poco noto ma affascinante della storia della grafica cinematografica: i poster cubani dei film italiani, realizzati tra gli anni Sessanta e Ottanta e divenuti oggi veri oggetti di culto.

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Nella Cuba della Guerra Fredda, segnata dall’embargo e dall’isolamento culturale, i grafici dell’ICAIC – Istituto Cubano dell’Arte e dell’Industria Cinematografica – iniziarono a creare manifesti completamente nuovi per i film stranieri in arrivo nell’isola, non potendo utilizzare il materiale promozionale ufficiale. Quella che poteva sembrare una limitazione divenne presto una straordinaria occasione creativa.

Attraverso uno stile grafico libero dalle logiche del mercato e dall’immagine delle star, questi manifesti – ben 140 opere tra presenta locandine originali,  bozzetti e layout – raccontano una diversa idea di cinema e di comunicazione visiva, diventando una lente su un’epoca in cui il film era anche un pretesto per parlare di ideali, politica, identità.

La mostra è curata da Luigino Bardellotto e Patrizio De Mattio, e promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina con l’organizzazione del Centro Studi Cartel Cubano e i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

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