Avengers: Infinity War è alle porte (dal 25 aprile nelle sale). E voci di polemiche circolano imperterrite.
In particolare, gli attori che lavorano per la Marvel vengono accusati di “svendersi“.
A queste provocazioni, risponde la star dei Guardiani della Galassia, Zoe Saldana, che dell’MCU ha preso parte sottoforma di Gamora, ma che in passato ha recitato anche in altre grandi produzioni come Avatar e Star Trek.
Nonostante questo, l’attrice crede di non aver guadagnato il rispetto (che merita) da parte di alcuni dei suoi colleghi di Hollywood, che la considerano una professionista di Serie B, come tutti gli altri interpreti di supereroi.
Adesso basta! Avengers Infinity War critica
Ecco cosa ha detto la Saldana in un’intervista rilasciata alla rivista digitale Net-A-Porter:
“Mi sono trovata in posti con persone del settore – che sono bravissime in quello che fanno – che però si pongono in modo assolutamente elitario riguardo film come quelli della Marvel o ad attori come me. Pensano che ci stiamo svendendo, in un certo senso. Ogni volta che parlano mi sento molto delusa da loro, perché quando vedi le immagini di persone in questo settore che donano il loro tempo ai bambini bisognosi, ti ritrovi a pensare che siano questi attori elitari, che vivono in un mondo che si sta davvero svendendo. Sono gli attori che capiscono il ruolo che giocano quando vanno a trovare un bambino di cinque anni che sta per morire – continua l’artista – e il cui unico sogno è quello di incontrare un supereroe, che fanno la differenza. Quell’attore prende del tempo della sua vita, si siede accanto a quel bambino di cinque anni e gli dice: “Ti vedo, ti sento, e tu sei importante”,. Questi elitisti dovrebbero essere un po’ più consapevoli di cosa significa interpretare il ruolo di un supereroe per un bambino piccolo. Perché loro non stanno solo prendendo in giro me, stanno insultando ciò che quel bambino considera importante nel suo mondo“.
La Saldana si sente molto vicina, infatti, ai suoi giovani fan, soprattutto grazie al ruolo che riveste, quello di Gamora (che tornerà al cinema con gli Avengers).
Capisce i più piccoli, le loro emozioni, perché anche lei ha guardato i film d’azione e di eroi da bambina, e si è identificata con i personaggi, come spiega: “Mi sento così orgogliosa di vivere nello spazio, di interpretare degli alieni, di ispirare, soprattutto, le giovani generazioni. Ricordo com’era essere giovane e sentirsi completamente esclusa dalla vita perché ero piccola e poco importante. Lavoro con registi che gravitano in questo genere di film perché anche loro erano esuli a loro modo, esclusi dalle “conversazioni tradizionali”. Hanno trovato il loro mondo e sono stati in grado di immaginare l’inimmaginabile. Tutto, dal modo in cui creano al modo in cui invitano i personaggi ad unirsi a loro, è assolutamente inclusivo“.
Saldana è stata ispirata soprattutto dalle donne che recitavano in film d’azione e di fantascienza. Così ha scelto di diventare attrice.
Dopo aver iniziato la sua carriera nel cinema, però, ha capito di essere considerata “diversa“, con tutti i pregiudizi del caso, che in un mondo in cui si proclama uguaglianza assoluta tra i due sessi, non dovrebbero neanche esistere: “Da bambina, quando vedevo Sigourney Weaver interpretare Ellen Ripley o Linda Hamilton Sarah Connor, sapevo che loro erano i miei idoli perché amavo l’azione, amavo la fantascienza e amavo i ruoli che interpretavano. Mi hanno ispirato; era quello che volevo fare. Però, fin quando non ho iniziato a lavorare, non avevo capito che non venivo considerata “come” loro“.
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